Ancor oggi, qui a Mittenwald, gli ultimi giorni di Carnevale vengono festeggiati come centinaia di anni fa: in primo piano vi sono i simboli dell'inverno da allontanare, la chiassosa allegria dei "garzoni" ed il rumoroso arrivo delle "Maschere", curiosi personaggi maschili dai volti lignei splendidamente intagliati, alcuni con sembianze eleganti, altri con lineamenti deformi e smorfie grottesche, ma tutti d'origine antica come il rito che perpetuano anno dopo anno: scacciare l'inverno e ridestare la primavera. Antichi e pressoché intraducibili sono anche i nomi dei vari personaggi, quali i "Pfannenzieher" e gli "Unterberger Mandln", diversi negli abiti e nelle maschere ma tutti accomunati dal rituale di scacciare la stagione fredda: gli "Jacklschutzer", ad esempio, si spostano a gruppetti stringendo fra le dita le estremità di un telo con cui lanciano in aria un fantoccio di pezza simboleggiante l'inverno, mentre i "Bärentreiber" tengono legato un orso, simbolo del freddo che viene domato.
Uno dei punti salienti è senza dubbio il "Giovedì Pazzo", l'Unsinniger Donnerstag, che ricorre ogni anno il giovedì prima delle Sacre Ceneri, quando gli "Schellenrührer", con i loro calzoni in pelle e le tradizionali bretelle ricamate, attraversano il paese avanzando a piccoli salti cadenzati dal ritmo dei pesanti campanacci che portano attaccati alla cintura. Un'altra usanza tipica è quella del "Gunkeln", il lunedì, il martedì e il giovedì di carnevale, quando le ragazze del paese si ritrovano nei locali a festeggiare in allegria ed aspettare le "Maschere" che le invitano a ballare. Le maschere vere e proprie, quelle in legno che coprono il volto, sono molto spesso dei veri capolavori intagliati e dipinti a mano, e vengono tramandate di padre in figlio da centinaia e centinaia di anni per un rituale antichissimo fra credenze pagane e tanta voglia di divertirsi!












